Cosa vorresti dire al futuro te stesso? Leggi come il Team NB guarda avanti, riflette sui valori ed esperienze scrivendo una lettera al "se stesso" futuro, che rivela non solo chi sono, ma anche chi vogliono diventare.

LEGGI LE LORO STORIE

Kenji Murapa

#teamnb


     
kenji

SFIDARE LA GRAVITÀ: incontra l'uomo che ha
reso il mondo il suo parco giochi.

Lettera al futuro Me Stesso

Kenji,

Sei qui per correre, saltare e volare.

Se qui per essere un ragazzino con i giocattoli, non l'uomo con un piano.

Sei qui per essere te stesso, non solo un clone.

Sei qui con una 'S' sul petto, non con il cuore in gola.

Sei qui per essere il capo: segui le tue proprie regole.

Sei qui per conquistare la zona.

Sei qui per creare il tuo ambiente.

Sei qui per usare la tua testa.

Sei qui per sfidare la gravità.

Non analizzare il rischio, nulla è proibito.

Sei qui per fare tutto quello che vuoi fare.

Con affetto,

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SFIDARE LA GRAVITÀ: incontra l'uomo che ha reso il mondo il suo parco giochi.

"Perché?" Questa è una delle prime parole che impariamo da bambini. Diventa il nostro ritornello per tutta l'infanzia, la ripetiamo ancora e ancora, imparando dalle persone intorno a noi ad esplorare il mondo. È la domanda più semplice che possiamo fare, ma forse la più profonda. Ma, man mano che cresciamo, chiediamo sempre meno. Iniziamo a seguire le "regole". Iniziamo ad accettare la risposta: "Perché questo è il modo in cui stanno le cose".

Un uomo che non ha mai smesso di mettere in discussione la sua realtà è Kundai "Kenji" Murapa, atleta sudafricano di parkour e stuntman professionista. Perché andare dal punto A al punto B? Perché essere trattenuto dalla gravità? Perché camminare quando puoi volare? Le risposte che Kenji ha ricevuto a domande come queste non lo hanno mai soddisfatto abbastanza. Le regole gli sono sempre sembrate noiose. Quindi ha fatto da solo.

Quando gli altri, camminando per strada, vedono un marciapiede, un lampione, un edificio (sì, a patto che notino questo genere di dettagli) Kenji vede, invece, un trampolino di lancio, un salto con l'asta, una palestra all’aria aperta. Per Kenji, il mondo intero è un parco giochi.

In continuo movimento, Kenji cavalca l'onda del momento, sempre in sintonia con quel che gli sta intorno. Si muove attraverso il suo ambiente come se lui, e solo lui, avesse trovato il portale di una nuova dimensione. Un mondo dove la gravità non esiste più, dove l’immaginazione è l’unico limite. E l'immaginazione di Kenji non conosce limiti.

Quando ci siamo incontrati, Kenji ci ha detto: "Siamo qui per essere unicamente noi stessi, non cloni di qualcun altro". Indipendente e spavaldo in tutto ciò che fa, Kenji ci ispira a uscire, andare, muoverci. Per seguire le nostre regole. Per vivere la vita al massimo.

Perché... perché no?

Callum Hawkins

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callum

Non ci sono scorciatoie quando arrivare
alla meta è l'unica cosa che vale.

Lettera al futuro Me Stesso


Callum,

È un semplice sport, davvero.

Tanti discorsi su altitudine, ossigeno basso, ma tutto si riduce a poco: tutto ciò che conta è il duro lavoro e una viva, cattiva e inflessibile coerenza.

Non smettere mai Callum.

Vai ancora più lontano.

27 chilometri al giorno.

193 chilometri a settimana.

10235 chilometri all'anno.

Quando diventa noioso, doloroso e duro.

Quando tutto quello che vuoi fare è smettere e prendere un giorno di riposo, ricorda:

Non ci sono scorciatoie quando arrivare alla meta è l'unica cosa che vale.

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Il duro lavoro batte il talento, quando il talento non lavora duro.

Nessuno lo sa meglio di Callum Hawkins.

Non ci sono dubbi sul suo talento naturale: allenato sin dalla più tenera età da suo padre, questo venticinquenne astro nascente del fondo non ci lascerebbe affatto sorpresi se diventasse presto una presenza dominante sulle strade della Gran Bretagna.

Ma non sarà così semplice.

Callum sa perfettamente cosa fare per non essere solo un buon corridore, ma uno dei più grandi: deve continuare a macinare chilometri. 193 a settimana, per essere esatti.

Quindi, per quanto Callum sia effettivamente dotato, è stato grazie al suo duro lavoro che è arrivato a Rio.

È una determinazione potente, sanguigna, che gli ha permesso di vincere la mezza maratona con il tempo più veloce mai realizzato da un europeo in terra americana.

Ed è questo spirito forte e indistruttibile che lo porterà ancora più lontano.

Se la carriera di Callum è una maratona, si direbbe che si stia ancora riscaldando.

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Heather Watson

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Heather

GIOCA LA PALLA, NON L'OCCASIONE

Lettera al futuro Me Stesso

Heather,

Che sia il primo punto o il matchpoint.

Il primo turno o il finale.

È ancora il gioco di cui ti sei innamorata.

Il gioco per cui ti svegli ogni mattina per allenarti.

Il gioco senza il quale non puoi vivere.

Quando sembrava che non potessi andare avanti, hai combattuto, ti sei battuta.

Perché so che volevi tantissimo vincere.

Avere successo.

Quindi dimentica l'avversario. La folla. L'aspettativa. Gli sponsor.

Dimentica tutto.

È semplice...

... gioca la palla, non l'occasione

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HEATHER WATSON

La gloria è un'ossessione, che cattura la tua mente e la obbliga a dire "non fermarti mai". Per Heather Watson, questa ossessione è iniziata presto. A soli 7 anni aveva già una forte passione per il tennis e all'età di 12 anni aveva già cambiato la sua vita per praticarlo, attraversando l'oceano per conquistare un posto presso l'Accademia di Tennis di Nick Bollettieri in Florida. Lì ha dedicato gli anni della sua adolescenza a un intenso ed estenuante regime di allenamento. Ospitando quei campi che Serena Williams e Andre Agassi chiamano "casa", questa prestigiosa accademia ha l'abitudine di fare dei suoi allievi delle stelle, e Heater non ha fatto eccezione.

Oggi, a 24 anni, si tiene stretto il suo ranking nella parte alta della classifica mondiale del tennis femminile e vanta un oro nei giochi del Commonwealth. 3 titoli nel tour WTA, 5 in ITA, oltre alla vittoria nel doppio a Wimbledon.

Se hai attraversato il mondo per una carriera, giocato sotto pressione, lottato contro la malattia, ti sei allenata tutti i giorni a tutte le ore per raggiungere quello che ti eri prefissata, di certo non ti fermi a metà dell'opera.

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boris berian

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boris

DAI FAST FOOD AI TEMPI
DA RECORD
L'IRRESISTIBILE ASCESA DI BORIS BERIAN

LETTERA AL FUTURO ME STESSO

Boris,

Ricordi il piacere della corsa?

Ricordi il dolore?

Quanto ha fatto male?

Mentre sapevi che tu valevi di più.

I sacrifici... l'impegno... i fallimenti?

Ricorda che il dolore ha uno scopo.

È così che si costruisce il carattere.

Ricorda i tuoi allenatori che ti sfidavano.

Quando sei stato ammesso al Big Bear.

Quando il mondo credeva in te.

Quando NESSUNO credeva in te.

Ed eri abbandonato a te stesso... SENZA PAURA.

Ricorda tutto questo, perché fa di te quello che sei oggi.

Ricorda tutto, ogni volta che ti sei spinto oltre i limiti

Ricorda te stesso.

Con affetto

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DAI FAST FOOD AI TEMPI DA RECORD L'IRRESISTIBILE ASCESA DI BORIS BERIAN

Nonostante sia uno dei migliori corridori degli 800 m, olimpionico e campione del mondo 2016, il suo percorso nell'atletica è stato ben diverso da quello di qualsiasi altro campione. Solo tre anni fa si allenava da solo, lavorando part time in un fast food a Colorado Springs, la sua città natale, facendo del suo meglio per far venire fuori quel potenziale che sapeva di avere.

Fortunatamente per lui, non è stato il solo ad accorgersi di questo potenziale.

Allo stesso tempo, a Big Bear Lake, California, l'olimpionica e bronzo mondiale Brenda Martinez e suo marito, Carlos Handler, avevano appena fondato il Big Bear Track Club, per dare l'opportunità ai corridori delle mezze distanze di allenarsi e arrivare al top. Brenda e Carlos stavano reclutando talenti per il loro primo gruppo di atleti dedicati a questa specialità, quando hanno iniziato a tenere d'occhio Boris e i suoi incredibili risultati.

"Avevo visto i tempi di Boris sugli 800 m, ma quelli sui 400 mi hanno davvero stupito", dice Handler. "Ricordo di aver detto, 'Cavolo, questo ragazzo potrebbe correre ancora più veloce!' Così ci ho pensato un po' su e ho deciso che mi sarebbe piaciuto averlo con noi nel Big Bear per fare parte del team."
Dopo una conversazione telefonica di un'ora circa a proposito della squadra e dell'allenamento, Boris ha accettato l'invito di Carlos a unirsi al Big Bear Track Club.

"Carlos mi ha comprato un biglietto aereo per venire a conoscere il team, e da allora sono rimasto", dice Boris. "Amo allenarmi qua a Big Bear perché è un piccolo villaggio, non ci sono distrazioni. Posso davvero concentrarmi solo sul mio allenamento".

Con i vantaggi di avere un allenatore, compagni di squadra e le risorse necessarie per i suoi allenamenti, Boris ha potuto dedicarsi unicamente alla sua crescita. Quando la stagione 2015 su pista outdoor è iniziata, Boris era già pronto a dimostrare a tutti quanto velocemente poteva correre. E non ci mise molto a farlo.

Berian ha mostrato forza e velocità nelle gare di apertura, ma ha raggiunto un nuovo livello alle competizioni della IAAF Diamond League a New York, quando è sceso sotto 1:44 negli 800, facendo segnare il tempo di 1:43:84. Ed è stato proprio lì che ha iniziato ad avvicinarsi alla cima della classifica mondiale degli 800 m.

"Onestamente non siamo rimasti sorpresi dalla sua gara a New York", dice Carlos. "Entrambi abbiamo seguito i suoi allenamenti, quindi sapevamo che avrebbe potuto correre così veloce. Sapevamo che quel potenziale era esploso".

Boris ha continuato a correre sotto a 1: 44 a Monaco, consolidando il suo posto come uno dei top runners degli 800 m di tutto il mondo. Dopo il suo incredibile debutto sul circuito professionale, è tornato a Big Bear più motivato che mai.

Nel 2016, Boris non ha mostrato segni di rallentamento. Non solo ha vinto gli 800 m ai Mondiali indoor, li ha vinti a modo suo - dando il massimo sin dallo start. E non si è fermato: la sua corsa è continuata outdoor, con il secondo posto ai Campionati degli Stati Uniti.

Al massimo della forma, Boris guarda al 2017 sempre più affamato di vittoria e con la voglia di scendere ancora più sotto ai suoi tempi migliori, scalando le classifiche mondiali.

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